Raiperunanotte

raiperunanotteRaiperunanotte è stato un programma di Michele Santoro, ideato e realizzato nel 2010 per sopperire ad un lungo periodo in cui l’azienda Rai ha deciso di sospendere alcuni famosi talk show di stampo politico come Porta a Porta, Ballarò e Anno zero. In occasione delle elezioni politiche regionali del 2010, infatti, il Consiglio di Amministrazione della Rai ha sospeso per un po’ di tempo  le trasmissioni dedicate al dibattito politico sia regionale che europeo.

Durante quel periodo di pre-elezioni, l’azienda Rai ha perso oltre sette milioni di telespettatori. Per sopperire questa mancanza, Michele Santoro ha realizzato Raiperunanotte con il contributo economico di quasi 50 mila persone che hanno versato 2,50 euro a testa per consentire al celebre conduttore la messa in onda del programma. A differenza degli altri talk show di stampo politico, Raiperunanotte non è stata trasmessa sui tradizionali canali RAI, ma in diretta web via streaming. Per guardare il programma dalla TV tradizionale, tuttavia, era possibile collegarsi a Rai News 24 che ha trasmesso – in versione parziale – parte della trasmissione.

Raiperunanotte, tuttavia, è stata un successo senza precedenti, considerato anche il mezzo mezzo di trasmissione completamente nuovo ed esclusivamente legato al web. La trasmissione è stata seguita da quasi 130mila persone ottenendo uno share del 15% con un pubblico diviso tra emittenti tv sia locali che nazionali. In totale, la concorrenza televisiva di RAI e Mediaset ha perso quasi il 10% di pubblico durante la messa in onda di Raiperunanotte. Per Michele Santoro il programma è stato motivo di orgoglio e soddisfazione professionale non solo per i risultati ottenuti in termini di ascolti ma anche per il successo realizzato mediante la divulgazione di un programma attraverso un mezzo assolutamente nuovo e fino ad allora estraneo al grande pubblico televisivo.

Come accade spesso per le idee politiche di Santoro, la trasmissione Raiperunanotte ha generato molte reazioni politiche, sia dai politici di sinistra che naturalmente da quelli di destra. Tra le reazioni ‘negative’ più animate c’è stata sicuramente quella dell’allora ministro dei beni culturali, Sando Bondi, che definì ‘penosa’ l’iniziativa televisiva del conduttore campano. Anche il presidente del consiglio di allora, Silvio Berlusconi, è intervenuto contro la trasmissione di Santoro considerandola incostituzionale e auspicando un intervento dell’Agcom per un intervento a danno di Santoro. Per Berlusconi l’iniziativa di Raiperunanotte fu un vero e proprio ‘obbrobrio’.

Chi è Michele Santoro

Michele Santoro è, da anni, una delle figure più controverse del giornalismo televisivo italiano. Di origini irpine (è nato nel bel comune di Monteverde reso celebre dal meraviglioso Spettacolo dell’acqua), Santoro ha conseguito studi in filosofia e si è laureato presso l’Università degli Studi di Salerno, dove già animava il dibattito politico studentesco attraverso organizzazioni e gruppi di stampo politico che si sono più volte fatti notare. La sua tesi in filosofia fu redatta a quattro mani con il professor Biagio De Giovanni, che per primo ne intuì lo spirito critico e la vocazione da grande giornalista politico aiutandolo ad orientarsi nel grande mondo della politica prima locale, poi nazionale. La sua passione, da sempre, è stato il partito comunista e la sua professione è iniziata effettivamente come militante dell’Unione dei Comunisti Italiani. I primi lavori come giornalista politco, però, sono iniziati con i redazionali per il periodico locale Servire il Popolo, che tuttavia ebbe vita breve e fu definitivamente chiuso con la fine dell’Uci.

Il suo mestiere di Giornalista, tuttavia, è continuato di pari passo con il suo impegno politico; dopo i testi per Servire il Popolo, infaMichele Santorotti, Santoro passo alla redazione di articoli per il quindicinale che faceva capo al Partito Comunista Italiano, che all’epoca si chiamava La voce della Campania. Santoro ne divenne presto anche direttore, ma successivamente fu allontanato perchè le sue idee politiche – spesso anche estremiste – impressero al giornale una vena politica eccessivamente marcata che non combaciava più con lo spirito degli altri giornalisti del quindicinale. Da quell’esperienza, tuttavia, la carriera da giornalista di Santoro conobbe una rapida ascesa: iniziarono da lì, infatti, le collaborazioni serie per Il Mattino e per L’Unità. L’arrivo in Rai c’è stato nel 1982; in un primo momento, Santoro ha esordito nelle trasmissioni radio della RAI per poi passare successivamente alla presentazione del programma tv Samarcanda.

La carriera televisiva di Michele Santoro è stata animata da grandi successi. Per un periodo è stato il giornalista di punta dedicato alla politica estera del TG3, poi ha realizzato per conto dell’azienda di Rione Mazzini molti settimanali come TG Terza, Specialmente sul Tre e altri. Come conduttore vero e proprio le sue prime esperienze sono state quelle alla direzione di Samarcanda e Il rosso e il nero. Il rapporto tra Santoro e la Rai, tuttavia, non è sempre stato rose e fiori. Quando nel 1996 l’Ulivo si aggiudicò la vittoria alle elezioni, il consiglio di amministrazione della Rai subì un’importante stravolgimento e i rapporti con i neo direttori non furono esattamente dei migliori. Celebre resta, ad esempio, il commento dell’allora direttore della Rai Enzo Siciliano che ai giornalisti che gli domandavano dei futuri incarichi di Santoro rispose retoricamente con Santoro chi?

Santoro: dalla Rai a Mediaset contro la politica di destra

santoro-berlusconi-11-01-20131Com’era facile immaginare i rapporti tra Santoro e la Rai si inclinarono a tal punto, che il giornalista campano abbandonò presto l’azienda di Viale Mazzini per aggiudicarsi un posto dalla concorrenza, Mediaset naturalmente. Anche in Mediaset, tuttavia, le cose non andarono benissimo: Santoro ottenne la conduzione di un programma che si chiamava Moby Dick e che andava in onda in prima serata su Italia 1. Tuttavia, la trasmissione non ebbe il successo sperato e subì numerose variazioni di programma. In un primo momento, infatti, il programma andava in onda sia di martedì che di giovedì ma successivamente i scarsi rendimenti in termini di share lo portarono in onda solo il giovedì sera, momento in cui fu comunque battuto dalla concorrenza di Lucia Annunziata. Moby Dick conobbe una vera a propria svolta in occasione di una puntata dedicata alla guerra in Kosovo, quando Santoro mandò in onda un approfondimento speciale dedicato proprio ai cittadini Serbi e al loro racconto della guerra in Jugoslavia. Come accadeva spesso, le trasmissioni di Santoro erano pungenti e suscitavano reazioni politiche contrastanti sia da destra che da sinistra. Le sue esposizioni politiche che spesso annullavano quel realismo cui ogni giornalista dovrebbe tener fede, lo portarono a scontrarsi prima con Silvio Berlusconi di cui Santor rifiutava di sentirsi dipendere poi con Fedele Confalonieri che tuttavia apprezzava spesso e volentieri – anche pubblicamente – le straordinarie doti di Santoro tanto a livello televisivo che giornalistico.

Nel 1999, Santoro si allontana nuovamente da Mediaset e sceglie di tornare in RAI dove va in onda con un programma di nome Circus. Ancora una volta il taglio della trasmissione sarà di tipo gionalistico e ancora una volta Santoro stupisce con la scelta di andare in onda proprio da un tendone in stile circo, da cui appunto la trasmissione prendeva il titolo. La seconda esperienza di Santoro in Rai sembra essere decisamente più felice rispetto alla prima: oltre a Circus che va prima in onda una volta al mese e successivamente una volta a settimana, Santoro lancia anche Sciuscià nella primavera del 2000. il programma è un vero successo vista anche la novità della messa in onda che prevede una serie di reportage montati e mandati in onda in stile film holliwoodiano.

Le iniziative di Santoro, tuttavia, sembrano non conoscere limiti: dopo Sciuscià, infatti, sarà la volta de Il raggio verde, di Siamo tutti americani, scritto e mandato in onda dopo l’11 settembre del 2001 in seguito all’attentato alle torri gemelle e poi ancora lo speciale Emergenza Guerra. Gli sconti con l’elettorato di destra e con i suoi rispettivi esponenti politici porteranno Santoro a scontrarsi in maniera dura, più o meno pubblicamente. Le sue opinioni, spesso estreme e troppo spesso espresse pubblicamente contro Silvio Berlusconi e il suo movimento politico lo porteranno per un po’ lontano dagli schermi televisivi. La passione politica di Michele Santoro lo porterà anche ad essere un Europarlamentare prima di tornare in Tv, ospite del celebre programma di Adriano Celentano Rockpolitik. Da quell’esperienza, Santoro darà vita nel 2006 a Annozero la sua trasmissione di maggior successo che avrà come ospiti fissi Vauro, Marco Travaglio, Beatrice Borromeo e Sandro Ruotolo. Ancora una volta il giornalismo politico di Santoro si rivolge contro una destra che a suo avviso è garante esclusiva dei propri interessi a discapito del benessere dei cittadini. Santoro, tuttavia, trova spazio per i cittadini e per i problemi reali di un paese alle prese con la crisi economica, con la disoccupazione in aumento, con le aziende che chiudono.

Raiperunanotte: Santoro pioniere dello streaming e della comunicazione web

L’esperienza di Raiperunanotte sarà l’esito ultimo di una serie di attività finalizzate a sperimentare l’informazione mediante i nuovi mezzi di comunicazione, sempre più moderni e dipendenti dal web. Santoro lancia per primo una trasmissione di approfondimento politico visibile solo via streaming e completamente autofinanziata dai cittadini mediante il versamento di un contributo di 2,50. Santoro con Raiperunanotte dimostra che il suo giornalismo piace e fa share e soprattutto comunica all’azienda Rai di avere il seguito indispensabile per potersi autofinanziare un’attività, perché lui è il suo pubblico e il suo pubblico segue Santoro, indipendentemente dall’azienda con cui ha firmato un contratto. All’interno di questo sito parleremo di giornalismo politico, di trasmissioni televisive ma anche fiction e di gossip per presentare un mondo, quello della televisione, che ancora oggi attrae milioni di telespettatori.